“La professione di avvocato e di magistrato nel secolo XXI”
di Carmen Pennacchio


Tavola Rotonda

Grazie all’entusiasmo di Stefania Torre, al lavoro di coordinamento di Carmen Pennacchio, favorite dal patrocinio del Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Università degli Studi di Napoli Parthenope, Professor Enrico Alvino, e, non ultima, all’impeccabile, ma non certo formale, ospitalità della Professoressa Rosaria Giampetraglia e di tutti i Colleghi e Storici del diritto della Parthenope stessa, rispettando – speriamo - una precisa cadenza periodica, è stato possibile realizzare il 29 gennaio 2008 alle ore 15.30 la prima tavola rotonda dal titolo “La professione di avvocato e di magistrato nel secolo XXI”, dedicata all’incontro degli studenti con alcuni dei rappresentanti delle professioni forensi classiche.
Il plesso ospitante, situato in Via Simonetti n. 18 presso l'Istituto Apostole S. Rosario (anche noto come Istituto Suore Remigie), ha visto svolgersi l’incontro di studio che ha avuto come obiettivo il fine di riunire, in quella che fu la ridente Gioacchinopoli, teorici e pratici del diritto provenienti da realtà diverse ma che affondano le loro radici in un unico sostrato culturale, affinché l’evento richiamasse l’attenzione sull’eccezionale patrimonio di energie in essa custodito e sollecitasse la promozione di nuove ricerche sul delicato passaggio che si attua alla fine della carriera universitaria.
La prospettiva adottata nel convegno (non dimentico del panorama culturale di provenienza degli studiosi) ha concentrato l’attenzione sulla realtà locale e sul suo territorio, fonte inesauribile delle tematiche discusse.
Al di là e, forse, ancora prima della importanza scientifica rappresentata da simili incontri, per la vitalità dello studio del patrimonio giuridico, l’invito a riunirsi ha rappresentato un segno tangibile di un costante sforzo di (ri)avvicinamento tra realtà culturali che, per un lungo tratto di tempo, a causa di divisioni geografiche, apparentemente invalicabili, sembrava essere pura utopia.
Sul punto è stata assai esplicita la collega Stefania Torre, affidataria presso il punto di ascolto torrese dell’insegnamento di Storia del diritto medioevale e moderno, la quale - proprio nell’introdurre i lavori e gli ospiti (il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, Avvocato Gennaro Tornese ed il magistrato presso il Tribunale sempre di Torre Annunziata dottor Federico Lume), nel saluto d’apertura - ha espressamente dichiarato come sia una assoluta novità, oltreché una notevole sfida teorica e pratica per i giuristi attualmente operanti, elaborare soluzioni che interagiscano fra teoria e prassi, senz’altro favorite, in questo lavoro di ricostruzione del sistema, dal solco tracciato dalla tradizione del diritto antico ed intermedio.
Senz’altro in sintonia con le parole di Stefania Torre sono state quelle del Professor Aldo Mazzacane, ordinario di Storia del diritto medioevale e moderno presso l’Ateneo Federiciano di Napoli, moderatore della seduta. A seguire, il saluto del preside Professor Federico Alvino è giunto attraverso le entusiastiche parole della professoressa Giampetraglia, storica paladina della realtà universitaria della Capitale dell’arte bianca, che ha sottolineato come sia nel desiderio del Preside che, da questo impegno di forze concomitanti (università/attività forense/magistratura) e grazie all’apporto di studi scientifici, venga un’ispirazione che possa essere di aiuto a tutta la vita universitaria.
L’avvocato Gennaro Torrese, nell’esprimere la personale soddisfazione e quella dell’Ordine che egli rappresenta, ha subito posto l’accento sulla circostanza che le nostre istituzioni non possono mancare l’appuntamento pena l’esclusione dei titoli di studio e degli studenti dal contesto europeo e l’occasione di una interazione tra i saperi non può che migliorare il rendimento professionale dei nostri futuri operatori. Dal suo canto il dottor Federico Lume, sollecitato anche dagli interventi del pubblico, ha tracciato uno scenario della trasformazione della magistratura che è in itinere, le numerosissime sperimentazioni necessitano di monitoraggio e validazione per non vanificare la formazione e i diritti acquisiti dai fruitori del diritto, siano essi utenti siano operatori. Ora la sinopia appare tracciata dalla legge ora va composto il mosaico. E con urgenza.
Il naturale riferimento all’Università si pone in un contesto di grande trasformazione e travaglio anche per quest’ultima. Nel corso dell’incontro c’è stata l’opportunità di dibattere, confrontarsi, ragionare sul alcuni dei problemi che stanno complicando la vita anche all’Università quali la scarsità delle risorse, il reclutamento del personale, la valutazione del sistema.
Da segnalare infine un'ottima partecipazione di studenti e curiosi. I lavori si sono conclusi, tra la soddisfazione dei partecipanti circa dopo tre ore.
Le conclusioni sono state di Carmen Pennacchio, affidataria presso il punto di ascolto torrese dell’insegnamento di Istituzioni di diritto romano, che non ha potuto fare a meno di congratularsi con gli studenti per la loro vivace e numerosa partecipazione né di ringraziare gli ospiti, che hanno saputo – con le loro parole – intrigare gli astanti.